Prendete una carta della Lombardia e cercate lo spazio fra il ramo occidentale del Lago di Como e il Lago di Lugano. Quella striscia di montagne è la Val d'Intelvi, e la sua particolarità sta tutta qui: scende verso due laghi diversi, e su un lato tocca un altro Stato. Capire come è fatta aiuta a organizzare il viaggio, perché la distanza vera non si misura in chilometri ma nel versante su cui vi trovate.
Come è fatta la valle
Il modo più semplice per immaginarla è pensare a due bracci che si incontrano. Il primo sale da Argegno, sul Lario, fino a San Fedele. Il secondo scende verso il Ceresio, l'altro nome del Lago di Lugano, e arriva a Osteno, che sta sulle sue rive ma in territorio italiano. Sopra, attorno ai 900 metri, si apre l'altopiano di Lanzo d'Intelvi. San Fedele sta nel punto in cui i due bracci si toccano, ed è anche per questo un buon punto di partenza.
Il risultato è una valle che guarda in due direzioni. Da una parte il Lago di Como, lungo e stretto, con le ville e i battelli; dall'altra il Ceresio, che condivide con la Svizzera le sue acque e ha un carattere diverso. Dall'Hotel Corte Santa Libera, Argegno si raggiunge in circa 15 minuti d'auto e Porlezza, all'estremità italiana del Ceresio, in circa 25: nello stesso giorno si possono vedere entrambi, purché si lasci il tempo alle curve.
I punti da cui capire tutto
- Sighignola. A circa 1.320 metri, sul confine, è detta il Balcone d'Italia. La vista si apre sul Ceresio, su Lugano, sulla pianura e, nelle giornate limpide, sulle Alpi fino al Monte Rosa.
- Belvedere di Lanzo. Una terrazza sul Ceresio, a cui un tempo si saliva dal lago con una funicolare, in funzione fino al 1977.
- Pigra. Dall'altra parte, il balcone sul Lario, raggiungibile con la funivia da Argegno, se è in servizio: verificate prima sui canali di ATM.
- Monte Generoso. A circa 6 km in linea d'aria, al confine con la Svizzera: dal versante italiano si sale a piedi, partendo per esempio da Erbonne in circa due ore e mezza o tre.
- Erbonne. Un piccolo borgo a ridosso della frontiera, con un museo dedicato alla Guardia di Finanza e al contrabbando, che per generazioni è stato parte della vita di queste montagne.
Il confine svizzero: cosa portare
Dalla valle si può scendere a Lugano passando dal valico della Valmara, nei pressi di Lanzo, e scendendo verso Bissone. Sembra una gita fuori porta, ma è comunque un passaggio di frontiera: prima di partire, controllate che il valico e la strada siano aperti. Le indicazioni che seguono valgono per i cittadini italiani e sono da ricontrollare prima di partire:
- Documenti. Serve un documento di viaggio valido, cioè passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio. Attenzione alle proroghe: secondo le autorità svizzere, una carta elettronica prorogata con un certificato separato non è riconosciuta.
- Minori. Ogni bambino deve avere un proprio documento valido. Per i più piccoli le regole hanno qualche particolarità: la via più semplice è il documento individuale, e se il minore non viaggia con i genitori informatevi sulle autorizzazioni necessarie.
- Altre cittadinanze. Chi ha altri passaporti deve verificare le condizioni di ingresso, compreso l'eventuale visto.
- Strade e merci. Sulle autostrade svizzere serve la vignetta. Per gli acquisti esistono regole doganali da rispettare al rientro.
- Telefono. La Svizzera non fa parte dell'Unione e le condizioni di roaming possono essere diverse: controllate il vostro contratto, anche perché in zona di confine il telefono può agganciare da solo una rete svizzera.
Per i dettagli aggiornati, fate riferimento all'Ufficio federale svizzero della dogana e a Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina.
In quota: la Via dei Monti Lariani
Chi cammina può leggere la geografia con i piedi. La Via dei Monti Lariani corre per circa 125 km sulle montagne della sponda occidentale del lago, da Cernobbio a Sorico, attorno ai 1.000 metri di quota media. Il nome ricorda i mûnt, i vecchi alpeggi che il sentiero unisce.
San Fedele è un punto chiave, perché qui finisce la prima sezione e comincia la seconda:
- Sezione 1, da Cernobbio a San Fedele. Circa 28 km, passando per il Monte Bisbino, Schignano, il rifugio Prabello, la Bocca d'Orimento, l'Alpe Grande e Meriggio.
- Sezione 2, da San Fedele verso Croce, sopra Menaggio. Circa 26 km, con la possibilità di vedere resti delle fortificazioni della Linea Cadorna.
Sono tappe impegnative: l'ente turistico le indica in circa nove ore di cammino ciascuna, e conviene dividerle in più giorni. Ma non serve percorrerle tutte: anche un breve tratto sopra San Fedele, fra l'Alpe Grande e Meriggio, basta per capire come si incastrano questi versanti. Procuratevi una carta aggiornata, controllate le condizioni dei sentieri e il meteo, e rivolgetevi all'Ufficio Turistico di San Fedele o al CAI per un consiglio sul tratto adatto a voi. Non tutta la segnaletica è ugualmente affidabile.
Soggiornare all'Hotel Corte Santa Libera
Camere e appartamenti a San Fedele Intelvi, piscina scoperta con vista, colazione inclusa e parcheggio privato gratuito: la base perfetta per scoprire la Val d'Intelvi e i grandi laghi.